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    09 November

    "In quell'occasione ho pensato anch'io: andrò in un'altra terra."

    9 11 2007

    Kavafis m'ispira per un compito, per una ricerca. Scusate la durezza del contenuto, è la mia vita.


    2000 Scopro chi sono, improvvisamente, in Inghilterra e perdo la fede, a causa d’una donna e falsi amici, a causa della resurrezione di cristo, punto nodale della fede, che io non accetto.
    Torno a casa per aiutare cercando di essere me stesso anche se sarei voluto rimanere lì e ricominciare. A prescindere dalla resurrezione, ricomincio da casa. 2003 La prima e ultima messa ortodossa, inizio della mia sempre maggiore assenza d’una fede. Nascita di Cliopè, la mia musa, la mia ancora di salvataggio. 2006 Tarda estate. Fallimento d’ogni certezza, perdita totale di ogni senso di fede, perdita nella fiducia della ragione, della mia mente perché realizzo che i miei non si sono mai amati. Depressione. 4 giugno 2007 Dopo una notte d’agonia muore mio nonno paterno, amatissimo. Lo capisco tre giorni dopo in un funerale che vivo malissimo, dando la colpa al prete.

    Oggi (m’ispiro sempre a Dante nell’inizio dell’Inferno)

    Da quando vivo nel vuoto, niente sembra avere più lo stesso sapore. La gente muore, soffre o vive attorno a me, e io mi sconvolgo per le reazioni a scatto, per la mia insoddisfazione.  Non che prima mi strappassi i capelli o urlassi nella mia ingenua adolescenza. Durante quel regno d’oro pensavo sarebbe bastato, come Bastiano Baldassare Bucci in Fantàsia; irrobustirmi per diventare qualcuno di migliore. E intanto pensavo a resistere prima alle difficoltà della vita scolastica e poi tra gli esami lontanissimi e fatti con il contagocce; più la vita in famiglia, pressante e quotidiana nella difesa d’un ideale al quale non credo più: la famiglia.

    Sporadiche uscite con due amici, perché il gruppo ha fallito, il gruppo mi ha troppo deluso.
    Adesso mi guida una sorta di rivalsa. Potrei chiamarla vendetta…verso chi? Non lo so!
    Può darsi non mi piaccia, ma so soltanto che c’è. Adesso costruisco per avere qualcosa quando arriverò al mio scopo: l’autodeterminazione, la famosa libertà. Perché Cliopè, la mia musa, mi dà un po’ di luce. Vivo per lei, lo scrivere. Ogni vittoria è un tassello che lentamente mi avvicina allo Scopo; ogni disfatta è un momento di pausa per prendere fiato e ripartire l’indomani.
    Perché la fortuna mi bacia e Sopravvivo. A volte vorrei sparire nel nulla che mi riempie, ma il sole sorge, immutato. E così riparto per migliorare la mia condizione.

    Io.

    07 November

    Casa

    Casa

     

    Reggio è la mia casa.

    Lo so, il o la campanilista direbbe che l’ho realizzato in ritardo, ma questa città ch’ebbe origine nell’isola di Calcide in Grecia, a pochi sconosciute entrambe,  per me è diventata una certezza! Non semplicemente perché ci sono nato ma perché è la mia casa.

    Casa è il suono dell’auto di mia madre o mio padre, i loro passi e il diverso suono causato del movimento delle loro chiavi nella toppa. O  i miei fratelli piccoli Donato e Tiziano che fan casino giocando alla play o quelli grandi, ma come sai più piccoli di me, Gabriele e Adriano che urlano per un goal della Reggina.

    Per me Reggio, quindi Casa sono i suoni del mio condominio, uno di quelli del nuovo Rione Marconi/ Cusmano, fatto con 4 torri e dieci interni ciascuno…interni che si “parlano” attraverso il giardino centrale. I bambini nel giardino stesso che corrono e urlano e crescono e gl’uccellini che nidificano qui e mi svegliano di buon mattino. Per me Reggio, quindi casa, sono le chiacchiere su ogni argomento con Nico il panettiere mentre sua moglie mi prepara il pacco del pane all’angolo sulla via Pio undicesimo.

    Casa è il bar della stessa via dove incontro il Mister Nucera che parla di Marx e della Reggina mentre magari prendo un caffè. O quando discuto con Nuccio degli ultimi film al cinema nella sua videoteca/ cartoleria, o quando litigo scherzosamente con Gabriele il toscanaccio e Giovanni nella loro sala p.c.

    Casa per me è tutta via Sbarre: da san Francesco al ponte san Pietro e viceversa passando in ordine sparso per le varie chiese con la loro umanità varia, che passeggia per le due fiumare, per l’antico limite. Reggio calabria per me, quindi casa è, passato il ponte s. Pietro, gli alti torrioni e le Statue di Paolo e un suo discepolo del duomo cattedrale, dedicato agli evangelisti e apostoli Pietro e Paolo, nel quale m’inchinai la prima volta passando sotto il grande portico perché sentii e sento la potenza della Divinità, perché nonostante la mia difficoltà a contenerla in un recinto così ben ornato, Essa è ovunque e anche lì per le preghiere dei fedeli, per la devozione che s’è messa nel costruirlo, perché lo spirito d’ognuno si sente rivivere per le prediche anche di preti di altre nazionalità. Perché casa è dove alberga il nostro spirito, io credo.

    Certo, lo ammetto, la politica del palazzo s. Giorgio m’addolora con il cemento. Cemento che ormai è ovunque, cemento che ormai distrugge la natura e la soffoca e mi soffoca.

    Ma è casa mia.

    Per me Reggio quindi casa è Messina di fronte, con lo stretto. Stretto fonte di vita, fonte di crescita, punto d’incontro non di chiusura, punto di forza per la nostra forza futura.

    Casa è Messina nel momento in cui si specchia in Reggio con tutte le loro difficoltà e le loro somiglianze e anche perché ci studio da anni e dove sta il mio spirito è casa. Per me Casa, quindi Reggio è l’Arena dello Stretto, il centro della città e il punto dove finisce. Si lo so c’è anche il Lungomare Falcomatà, la famosa via marina, quella che con i Bronzi è la cosa più famosa, ma l’Arena è il mio rifugio, la mia “stanzetta”senza tetto dove, immerso nel passaggio dei cittadini, leggo e scrivo.

    Casa è anche il Corso Garibaldi. Passeggiarci sopra è come vivere una vita diversa che scorre sempre uguale. Una vita alla quale a volte partecipo anch’io ma, preso nei discorsi con gl’amici e nel suono dei nostri passi, dimentico di star “correndo”con la vita stessa.

    Casa mia comincia appena rientro sulla costa Viola di Scilla dalle lezioni a Messina e per me fa parte di Reggio che parte lì e arriva a Stilo, splendida cittadina grecanica dove scoprii il “santo spirito” della mia prima pasqua ortodossa.

     

    Reggio è casa. Ovunque andrò sarà sempre la mia casa.

     

    Dario.

     

    01 November

    Reggio Calabria Reprise

    Mail ad un amico Lontano.

     

    Caro Marco ti scrivo, così mi scarico un po’ e siccome mi so che ti manca Reggio e ti sento abbattuto, di certo m’impegnerò. Adesso che stai a Prato tu vivi, o ci provi, quello che dall’Arno è bagnato e vivifica la Maremma. Io invece ho scoperto dopo aver bramato per anni Firenze che Reggio è la mia casa.

     

    Lo so, può sembrare una grossa novità e tu diresti che c’arrivo in ritardo, ma questa città di calcìde patria, a pochi conosciuta oggi,  per me è diventata una certezza! Per me Reggio, quindi casa è il suono dell’auto di mia madre o mio padre, i loro passi e il diverso suono causato del movimento delle loro chiavi nella toppa. O  i miei fratelli piccoli Donato e Tiziano che fan casino giocando alla play o quelli grandi, ma come sai più piccoli di me,Gabriele e Adriano che urlano per un goal della Reggina

    Casa è il suono del mio condominio, uno di quelli del nuovo Rione Marconi/ Cusmano, fatto con 4 torri con dieci interni ciascuno…interni che si “parlano” attraverso il giardino centrale. I bambini nel giardino stesso che corrono e urlano e crescono e gl’uccellini che nidificano qui e mi svegliano di buon mattino. Per me Reggio, quindi casa sono le chiacchiere su ogni argomento con Nico il panettiere mentre sua moglie mi prepara il pacco del pane all’angolo sulla via Pio undicesimo.

    Casa è il bar della stessa via dove incontro il Mister Nucera che parla di Marx e della Reggina mentre magari prendo un caffè. O quando discuto con Nuccio degli ultimi film al cinema nella sua videoteca/ cartoleria, o quando litigo scherzosamente con Gabriele il toscanaccio e Giovanni nella loro sala p.c.

    Casa per me è via Sbarre tutta: da san Francesco al ponte san Pietro e viceversa passando in ordine sparso per le varie chiese con al sua umanità varia, che passeggia per le due fiumare, per l’antico limite. Reggio calabria per me, quindi casa è, passato il ponte s. Pietro, gli alti torrioni e le Statue di Paolo e un suo discepolo del duomo cattedrale, dedicato a ss Pietro e Paolo, nel quale m’inchinai la prima volta passando sotto il grande portico perché sentii e sento la potenza della Divinità, perché nonostante la mia difficoltà a contenerla in un recinto così ben ornato, Essa è ovunque e anche lì per le preghiere dei fedeli, per la devozione che s’è messa nel costruirlo, perché lo spirito d’ognuno è vivificato dalle prediche anche di preti di altre nazionalità. Perché casa è dove alberga il nostro spirito, io credo. Certo, lo ammetto, la politica del palazzo s. Giorgio m’addolora con il cemento. Cemento che ormai è ovunque, cemento che ormai distrugge la natura e la soffoca e mi soffoca.

    Ma è casa mia.

    Per me Reggio quindi casa è Messina di fronte con lo stretto.Stretto fonte di vita, fonte di crescita, punto d’incontro non di chiusura, punto di forza per la nostra forza futura.

    Casa è Messina nel momento in cui si specchia in Reggio con tutte le loro difficoltà e le loro somiglianza e anche perché ci studio da anni. Per me Casa, quindi Reggio è l’Arena dello Stretto, il Centro della Città e il suo finire. Si lo so c’è anche il Lungomare Falcomatà, la famosa via marina, che tu tanto apprezzi, ma l’Arena è il mio rifugio, la mia “stanzetta”senza tetto dove immerso nel passaggio dei cittadini, come sai leggo, creo e scrivo.

    Casa è anche la via Marina. La via che prosegue dal Corso Garibaldi passando per piazza Indipendenza è un passeggiare di vita diversa che scorre ma sempre uguale, al quale a volte partecipo anch’io, ma così preso nei discorsi con gl’amici e nel suono dei passi sulla cardo civile che dimentico di star “correndo”con la vita stessa. Il Lungomare è meglio dell’Arno sì, è meglio di Michelangelo e la Piazza del Magnifico e i vari palazzi e santa Maria in fiore.

    Casa mia comincia appena rientro sulla costa Viola di Scilla di ritorno dalle lezioni a Messina, Scilla la “ sento” come parte chora, per dirla con i greci,  come provincia per dirla con noi e che arriva fino a Stilo dove venni preso dal santo spirito d’una pasqua ortodossa.

    Perché Reggio, ricorda, è casa, Ovunque andremo sarà sempre  la nostra casa.

     Dario.